venerdì 5 dicembre 2014

Sorrento, dal 6 dicembre la mostra “Senza pelle" di Ludovica Bastianni

Sorrento - Da sabato 6 dicembre 2014, e fino all'11 gennaio 2015, il Plaza Sorrento Hotel ospiterà la mostra fotografica "Senza Pelle" di Ludovica Bastianini, a cura di Manuela Esposito e Caterina Ianni. L’esposizione, organizzata dalla Wonderwall Art Gallery, in collaborazione con la direzione del Plaza Sorrento Hotel, nasce dal desiderio di voler portare l’arte e la sua silenziosa potenzialità ed efficacia comunicativa a contatto con il pubblico attraverso opere di una bellezza sensibile che sono il risultato di un’idea; il contenuto di un progetto dedicato alla figura femminile. Come spiega l’artista “i soggetti che scelgo sono donne, come me, persone sulle quali trasferisco i miei sentimenti, loro sono il mio specchio attraverso il quale interpreto la realtà delle donne, oggi. Tutto ciò non avrebbe ragione d’esistere senza la fotografia, che è il punto di partenza e il punto di arrivo delle mie composizioni”. La personale, interamente dedicata alla figura della donna, raccoglie fotografie, quali emblematica testimonianza di questo profondissimo ed inesplorato mondo. Ciascun lavoro diviene allo stesso tempo il racconto dei sentimenti, degli stati d’animo, fragilità ed incoerenze delle donne, rivelate da chi come l’artista, le vive quotidianamente.
 
Donne messe a nudo, non solo figurativamente ma emblematicamente, poiché scrostate da quelle convezioni, apparenze, ruoli o status sociali in cui sentiamo sempre la necessità di doverci riconoscere, e che il più delle volte abbiamo dovuto faticosamente conquistare nel tempo. La ricerca artistica di Ludovica, diviene la discesa nell’essenza femminile, raccontata attraverso delle immagini che divengono storie; una, cento, mille donne rivivono attraverso scatti in cui l’artista è talmente coinvolta da prestare anche la sua pelle, nonché anima. Allo stesso tempo, nei lavori di Ludovica la donna costituisce l’oggetto e il soggetto della composizione, al servizio di un contenuto formalizzato nell’immagine. La fotografia a sua volta ricorda un quadro vivente, poiché il soggetto dello scatto sarà una performance in cui il corpo diventa una potenziale tela su cui stendere dei colori saturi di un contenuto espressionistico, poi un racconto attraverso cui riconoscersi. Si può scorgere su questi corpi dipinti la malinconia del blu o del grigio, la purezza del bianco, la profondità dell’ocra, la forza del rosso, nonché colori capaci di evocare sentimenti che ci appartengono e distinguono.

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