lunedì 18 agosto 2014

Sorrento, schiuma in mare: l'incubo alla Regina Giovanna

Fonte: Salvatore Dare da Metropolis

Sorrento - Qui dove il mare luccica e tira forte il vento, c’è una valanga di schiuma che infesta una perla storica di Sorrento. Che l’accerchia, l’uccide. E’ spuntata così all’improvviso, in acqua, nel bel mezzo di un weekend importante, quello del ponte di Ferragosto. Una macchia bianca, densa, lunga, ampia. Che pare venuta fuori dalle bombolette della schiuma da barba che si comprano al supermercato. Roba che fa venire i brividi soltanto a guardarla. Per di più a quattro passi da un sito archeologico famoso in tutto il mondo, quello dell’antica villa di epoca romana che tuttora richiama appassionati e turisti incuriositi anche dalla leggenda che voleva la Regina Giovanna ripararsi qui con i suoi amanti alle prime armi, per divertirsi nuda in mare e godersi l’oasi blu, all’epoca vergine e pulita. Oggi no. Oggi è tutto diverso. Oggi fare un tuffo è quantomeno sconsigliabile, almeno stando alla vista di quella che, così come l’ha descritta sul social network Facebook il presidente del Wwf di Sorrento Claudio d’Esposito, «è una nevicata ferragostana in mare». Le fotografie dell’orrore le ha diffuse lui, il leader degli ambientalisti che, nonostante le polemiche e le battaglie spesso scomode e non troppo condivise, continua incessantemente il suo tour lungo la costa. Da Massa Lubrense a Sorrento passando per la Regina Giovanna. Ed è qui che, un’altra volta, l’acqua è messa male. A dispetto dei convegni, delle escursioni, delle campagne di sensibilizzazione. Qui non c’entrano i “barbari” della Circumvesuviana, i “cafoni” da combattere con ordinanze al cianuro e che danno eco e pubblicità oltre i confini di Seiano. Non c’entrano i pendolari né i bagnanti “fai da te” che bivaccano sulle spiagge. Il mare è esausto, provato, stanco di venir bollato come balneabile e che invece si trova chiamato a “ospitare” una raffica di scarichi abusivi che, un po’ ovunque, rappresentano attentati veri e propri al rilancio dell’ecosistema. Un’estate da dimenticare.
 
Cominciata con l’infinita scia oleosa spuntata nel tratto tra Castellammare di Stabia e Vico Equense, proseguita con lo scoppio di una fogna e il dossier del Wwf contro la Bandiera blu rilasciata dalla Fee a Massa Lubrense. E che sta finendo con l’inquinamento da bandiera nera alla Regina Giovanna. Senza dimenticare altri casi eloquenti. Il depuratore di Marina Grande a Sorrento pizzicato dagli operatori dell’Arpac (agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania) mentre caccia fuori sversamenti reputati irregolari (poi la situazione è rientrata), il divieto di balneazione emanato dal sindaco Giuseppe Cuomo nel borgo mozzafiato tanto caro a Sofia Loren e Vittorio De Sica (che girarono qui il famoso film “Pane, amore e…” nel 1955), lo stop alla pesca dei frutti di mare perché, dopi i rilievi del dipartimento della salute della Regione Campania, nelle acque di Sorrento e Vico Equense pare essere tornata a entrare in azione la minialga killer, l’ostreopsis ovata, che infetta cozze e mitili con tossine che possono risultare dannose alla salute dell’uomo. E la battuta, amara, sulle note della canzone-simbolo, "Torna a Surriento", è destinata a invadere le hit parade delle acque della Terra delle Sirene. Vide ‘o mare quant’è bello spira tanto…inquinamento.

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