martedì 15 luglio 2014

Tra viti e ulivi serpeggiano 500 metri di cemento, incompleti e transennati da quattro anni

Fonte: Paolo De Luca da La Repubblica 

Vico Equense - E' ancora lì. Incompleta, transennata e inutilizzata. "Quella strada è un pugno nell'occhio", dicono i turisti e i cittadini di Vico Equense - "una striscia di cemento che serpeggia tra ulivi e viti nel vallone di Seiano". E già c'è chi l'ha ribattezzata "l'ecomostro di Rivo d'Arco". Il viadotto vicano lungo 500 metri (e costato due milioni di euro) che avrebbe dovuto collegare corso Filangieri alla più bassa via Murrano, verso la Marina d'Equa, giace dimenticato e non ultimato. Iniziato nel 2011 con piloni, colate di cemento su un'area verde e una leggera copertura di finta pietra calcarea (tanto è bastato alla Soprintendenza architettonica e ai beni paesaggistici di Napoli perché l'opera non "disturbasse lo sguardo"), a quasi quattro anni di distanza è ancora tronco: manca l'ultimo segmento di collegamento a via Murrano. I lavori sono fermi, le sterpaglie iniziano ad invadere il suo manto stradale, senza però ancora arrivare a celarlo del tutto. "E' una vergogna - dice Franco Cuomo, coordinatore Vas (Verdi ambiente e società) di Vico Equense - un'opera orrenda, offensiva e, soprattutto, inutile". Sì, perché la destinazione originale del viadotto era di "strada di cantiere". In pratica serviva come via preferenziale a mezzi e autocarri interessati ai lavori di costruzione del depuratore di Punta Gradelle. "In questi anni il depuratore è stato completato, anche se è ancora in funzione - prosegue Cuomo - e i fanghi e materiale di scarto sono stati tranquillamente trasportati sul percorso già esistente che da Marina d'Equa si immette sulla Statale 145 verso Napoli. La "strada di cantiere" invece è ancora lì. Incompleta e mai utilizzata: uno spreco di soldi pubblici". Cosa ha fermato i cantieri? "Il viadotto è fuori norma: già Giovanni Esposito ingegnere tessile vicano recentemente scomparso, aveva più volte fatto notare che i piani di costruzione avevano un errore di progettazione.


I lavori sono stati effettuati fuori livello". In pratica, la parte inferiore non arriva a collegarsi a via Murrano perché costruita più in basso rispetto al livello stradale. "Da qui lo stop ai cantieri. La beffa, oltre al danno". Non solo. Ora che il depuratore è completo, il viadotto fantasma è ancora lì. Né ci sono piani di una sua immediata demolizione. C'era un progetto della Giunta di Vico Equense, guidata dal sindaco Gennaro Cinque di riadattarlo a bretella di collegamento per sfoltire il traffico di bagnanti e turisti automuniti da Marina d'Equa verso corso Filangieri. "Anche questa è un'idea inutile e irrealizzabile", aggiunge Cuomo. La carreggiata è infatti larga poco più di tre metri e anche se fosse a senso unico non rientrerebbe nelle norme stradali che ne consentano la percorribilità. La larghezza minima consentita è infatti di 5 metri e mezzo. "Se capitasse malauguratamente un incidente lungo la bretella, non ci sarebbe nessuna area di emergenza, o spazio adatto a eventuali mezzi di recupero". Secondo i Vas quindi, la strada è tutta da rifare o, meglio, da abbattere. Fin dal 2011 si battono, sostenuti anche dal "Movimento per Vico", gruppo all'opposizione in Comune, con esposti al sindaco e denunce alla Soprintendenza per la "Questione Rivo d'Arco". Al momento tutto è fermo, ma c'è la speranza che l'architetto Antonio Elefante, assessore di Vico Equense ai Lavori pubblici, che ad inizio luglio ha annunciato il definitivo via libera al piano di demolizione dell'ecomostro di Alimuri, provveda a risolvere anche questo impaccio progettuale e burocratico in uno dei pochi punti ancora verdi della penisola sorrentina.

1 commento:

Franco Cuomo ha detto...

Mi dissocio completamente da questo articolo perché pieno di refusi, errori e svarioni: L'mgen Esposito non era un ingegnere tessile ( che cosa significherà mai poi? ). Il depuratore non è stato mai finito, ma solo lo scavo, ovvero il tunnel. Insomma è un articolo pietoso.